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Dove siamo

Da Roma 1ora 55 Minuti
Da Firenze 2 ore 20 Minuti
Da Pisa 1ora 50 Minuti
Da Grosseto 25 Minuti

Per chi viene da Milano (Pisa)
Si consiglia di percorrere la "Cisa" e di entrare nella Genova – Rosignano, poi proseguire sulla superstrada per Grosseto… seguire per Roma-Grosseto sud…

Per chi viene da Torino (Genova-Pisa)
Si consiglia di percorrere l' autostrada in direzione Genova-Pisa, poi proseguire sulla superstrada per Grosseto, seguire per Roma-Grosseto sud

Per chi viene da Venezia (Bologna-Firenze-Siena )
Si consiglia di allacciarsi all’ A1 per Bologna-Firenze, dopo Firenze uscire per "Firenze Impruneta" imboccare la strada a quattro corsie per Siena, poi proseguire sulla superstrada per Grosseto… seguire per Roma-Grosseto sud Per chi viene da Nord:
Sorpassata l' uscita "Grosseto Sud" (ultima e 4° uscita di Grosseto) uscire alla prossima uscita “Montiano, Magliano” ("sp16") e proseguire sulla strada principale, Sorpassare Montiano rimanendo sulla strada principale, Arrivati A Magliano svoltare a sinistra per “Pereta” – “Scansano” (“sp160”). Continuare sulla strada principale fino a superare un ponte. 300 m dopo il ponte girare a sinistra in una strada sterrata in discesa 500m dopo l’ ingresso nella strada sterrata girare nel primo cancello a sinistra. Per chi viene da Roma (Viterbo)
Percorrere l' Aurelia ss1 fino a superare Orbetello Uscire per "Manciano" - "La Parrina" ("sp128") Restare sulla strada principale, superare rotatoria e ponte sul fiume “Albegna” (“ss323”, poi “sp160”) Arrivati A Magliano continuare sulla strada principali per “Pereta” – “Scansano” (“ss323”). Continuare sulla strada principale fino a superare un ponte. 300 m dopo il ponte girare a sinistra in una strada sterrata in discesa 500m dopo l’ ingresso nella strada sterrata girare nel primo cancello a sinistra.

La Maremma
La parola maremma nasce con la emme minuscola perché sta a indicare una qualsiasi regione bassa e paludosa vicina al mare dove i tomboli, ovvero le dune, ovvero i cordoni di terra litoranea, impediscono ai corsi d'acqua di sfociare liberamente in mare provocandone il ristagno. Con il risultato di creare acquitrini, paludi. Non Maremma, allora, bensì maremma. E siccome la maremma più vasta della penisola, la più nota, la più micidiale, quella dove la malaria ha imperversato spietata per secoli interi, era la zona costiera della Toscana meridionale e del Lazio occidentale, al punto che nella storia della medicina, e anche della letteratura popolare, la malaria legò il suo nome, il teatro delle sue rabbrividenti nefandezze, a questo territorio, la maremma tosco-laziale prese la emme maiuscola. Divenne Maremma per indicare la regione abitata un tempo dagli Etruschi. Una regione così grande che Maremma passò ben presto al plurale. Si parlò di Maremme.

OPPORTUNITÀ DI LUOGHI DA VISITARE NELLE NOSTRE IMMEDIATE VICINANZE
(sussiste la possibilità di organizzare trekking a cavallo in ognuna di queste località, con un po’ di preavviso)

Località Magliano in Toscana (5 min.)
Pereta (10 min.)
Sovana (50 min.)
Santa Fiora (1 ora)
Monte Amiata (1 ora 5 min.)
Pitigliano (50 min.)
Capalbio (40 min.)
Tuscania (55 min.)
Talamone (15 min.)
Port’ Ercole (40 min.)
Porto Santo Stefano (40 min.)
Isola del Giglio (40 min. + traghetto)
Isola di Giannutri (40 min. + traghetto)
Grosseto (25 min.)
Castiglion della Pescaia (55 min.)
Orbetello (25 min.)

Altre opportunità di visita nelle nostre immediate vicinanze
Terme di Saturnia (nei pressi di Sovana GR, 50 min.)
Giardino dei Tarocchi (Capalbio GR, 40min.)
Necropoli etrusca di Roselle (Roselle GR, 35 min.)
Parco naturale della Maremma o dell’ Uccellina (Alberese GR, 25 min.)
Vie Cave etrusche (Sovana GR, 50 min.)

Maremma Amara
Tutti mi dicon Maremma, Maremma..
Ma a me mi pare una Maremma amara
L'uccello che ci va perde la penna
Io c'ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma Maremma
sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi piange il cor quando ci vai
Perché ho timore che non torni mai

Si rivela in queste semplici e disperate strofe l’immagine storica di questa terra: un groviglio di speranza e di mestizia, di temerarietà nella ricerca di una nuova terra e la sgomento per un destino forse avverso. La canzone popolare si può far risalire alla prime metà dell’Ottocento quando, iniziata l’opera di bonifica voluta dal Granduca Leopoldo II dei Lorena, molto terreno si doveva liberare dalla morsa della palude e dalla malaria rendendolo accessibile alla produzione agricola. Si stava compiendo il passaggio dalla pastorizia all’agricoltura.